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Un progetto curato e promosso da Switch – Creative Social Network, Ginger Zone, Scandicci Cultura, Festival della Creatività e Fondazione Studio Marangoni in collaborazione con SoundKino e che rientra nell’iniziativa Scandicci Discovery, finanziata dalla regione toscana.
con Antonio Angelucci, Silvia Baracani, Pamela Barberi, Sara Barnabini, Paola di Bella Valentina Bonetti, Antonio Capogna, Margherita Cesaretti, Alessandro Destro, Costanza De Rogatis, Influx, Sara Lenzi, Francesca Nicolosi, Alessandro Pace, Baerbel Reinhard, Giuseppe Toscano.
3 0ttobre – 5 dicembre presso Ginger Zone, piazza Togliatti, Scandicci,
inaugurazione sabato 3 ottobre alle ore 18:00
15-18 ottobre presso il Festival della Creatività, Fortezza da Basso, Firenze
Connessioni sempre più rapide e reticolari permettono il trasferimento di risorse da una parte all’altra del globo con minore difficoltà, ma sia nel mondo fisico che in quello virtuale i cosiddetti colli di bottiglia impongono il loro dazio nelle forme conosciute. L’intasamento cronico di un’arteria di collegamento tra due comuni di un’area metropolitana può portare alla svalutazione di beni immobiliari, alla riduzione del tempo libero a disposizione di chi vi abita, all’accumulazione di stress; un progetto infrastrutturale per la mobilità, teso a migliorare la qualità della vita e l’economia della stessa area, può prendere percorsi tortuosi attraverso le strutture di potere ed essere manipolato dall’informazione. La tramvia che entrerà in funzione a breve, collegando Firenze e Scandicci, è stata negli anni terreno di scontri tra gruppi portatori di interessi diversi. Nel corso di questi conflitti sono state create immagini da una parte apocalittiche e dall’altra futuristiche, distorcendo in un modo o in un’altro l’oggetto della discussione.
Ginger Zone ha deciso quindi di promuovere, attraverso il progetto Codici Binari, un’occasione per osservare il territorio in discussione da angolazioni differenti. L’area interessata dal tragitto della nuova linea tramviaria è stata indagata da un gruppo di giovani artisti nel tentativo di trovare ciò che è rimasto fuori dal campo di osservazione delle posizioni contrapposte. Ne sono emerse una molteplicità di visioni soggettive, originate delle singole esperienze e dalle individualità messe in gioco, che vengono ripresentate caleidoscopicamente disposte nello spazio del Ginger Zone e del padiglione monumentale della Fortezza da Basso.
In entrambe le sedi della mostra si è voluto lasciare spazio a due modalità di narrazione: se da una parte l’autorialità dei singoli contributi testimonia la capacità di ciascuno degli autori, sollevato da pressioni esterne, di sentirsi personalmente coinvolto nella costruzione di un percorso attraverso i luoghi indicati, contemporaneamente si è cercato di fornire una dimensione intersoggettiva, nella quale il singolo punto di vista viene a fare parte di una visione più ampia. Così nascono il lavoro audiovisivo di Influx e Sara Lenzi, realizzato attraverso la rielaborazione dell’archivio fotografico e sonoro che è venuto costituendosi durante lo svolgimento del progetto, e il lavoro di Pamela Barberi, un video composto interamente da riprese tratte da youtube che riporta una visione multifocale e partecipata del fenomeno.
L’archivio costituitosi con Codici Binari verrà reso pubblico attraverso la sua messa online all’indirizzo www.soundkino.org/codicibinari e tramite la distribuzione gratuita presso Ginger Zone di 1000 cartoline riportanti una selezione del materiale fotografico raccolto.
Il percorso proposto terminerà infine proprio lungo il tragitto dei binari, nel piazzale della Resistenza a Scandicci, dove un cartellone di 6m x 3m delle pubbliche affissioni sarà occupato dal lavoro di Silvia Baracani, una rappresentazione fantastica del cantiere nella quale i binari prendono quota e salgono verso il cielo sui ponteggi delle montagne russe, per poi riannodarsi oltre l’orizzonte.
Concludendo, i media digitali di cui si è fatto uso ricostruiscono una realtà sfaccettata, a volte banale, a volte spettacolare, ma in cui speriamo che si possa ritrovare una varietà in qualche modo rispondente alla varietà percettiva degli individui che hanno vissuto l’esperienza della metamorfosi urbana avvenuta nei luoghi rappresentati.
Con Mandarini l'indagine di Guido Speier s'indirizza verso la capacità che ha l'uomo di percepire la dimensione “tempo”, nelle sue varie definizioni e coniugazioni. Il “senso interno”, per dirla con Kant, ci accompagna in maniera nascosta, silenziosa, quasi beffarda. Possiamo solo misurarlo senza pensare di poterlo afferrare. È, per utilizzare alcuni degli innumerevoli tentativi di definirlo, immutevole, irrefrenabile, inesorabile. Il lavoro di Guido Speier consiste nella presentazione in 4 serate al pubblico estivo del Ginger Zone di immagini relative a situazioni “invernali”, per poi raccogliere le impressioni da parte del pubblico che andranno a formare un'installazione all'interno dello spazio espositivo previsto nel mese di luglio. All'interno dell'installazione saranno presentati video, fotografie, registrazioni.
“Guido Speier è l’antagonista. Superbo, talvolta arrogante, sicuramente reazionario.” - così ama definirsi. Nato a Trieste, rimane affascinato dal quell'intreccio di culture caratteristico di una zona di confine. Si forma presso l’Accademia di Venezia e successivamente in Germania dove frequenta per due anni l’Accademia di Düsseldorf (2003/2004). Il suo lavoro si concentra sull’analisi dei simboli storici, del tempo e dello spazio, nel tentativo di modificare la percezione delle convenzioni sociali rimeditando l’esperienza del quotidiano. Tra il 2004/2005 ha partecipato ad alcune mostre collettive in Germania (Düsseldorf e Colonia), nel 2007 e 2008 il suo lavoro è stato presentato a Firenze all’interno del progetto Private Flat. Attualmente vive e lavora tra Trieste e Bucarest.

Dal 24 aprile al 24 maggio presso il Ginger Zone di Scandicci Switch – Creative Social Network - presenta una mostra sull’arte NewPop a cura di Ilaria Castellino e con opere di Simone Ialongo, Michael Rotondi, Nicola Villani e Simone Zaccagnini.
Per il vernissage, venerdì 24 aprile a partire dalle 19:00 performance di live painting e DJ set.

Simone Ialongo, privo di una formazione artistica accademica, ha intrapreso i primi passi nell’arte in compagnia dei MIG419, una fantomatica entità collettiva le cui armi immaginarie, fra cui una catapulta per molotov che poteva lanciare 5 litri a 150 metri di distanza, sono state esposte durante la mostra “First” alla Limonaia di Villa Strozzi nel 2003. E’ stato selezionato da Andrea Bellini per il concorso “Emerging Talents”, che lo ha portato ad esporre “Un grammo d’ansia”, una delle sue opere appartenente al ciclo “Psicopatologie e dipendenze”, presso il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina all’inizio del 2009.
http://www.strozzina.org/emergingtalents/ialongo.htm
Michael Rotondi ha un tratto naif, usa pennarelli carioca nella rappresentazione di immagini sacre o nella riproduzione di fotografie della sua infanzia; le sue tele invece riproducono con un tratto graficizzato e fortemente sintetico ritratti di icone del nostro tempo, come l’immagine del profilo di Tom di MySpace, o di maestri dell’arte, come DeDominicis. Ha esposto allo studio di Luca Beatrice a Torino e in vari spazi e gallerie a Milano e in Toscana. Attualmente vive e lavora tra Milano e Livorno. La sua produzione recente verrà esposta nella prossima Biennale di Praga.
www.myspace.com/michael_rotondi
Nicola Villani, è cresciuto a Torremaggiore, in Puglia, cittadina ricca di personaggi e luoghi descritti dai fumetti di Andrea Pazienza, del quale ha fatto ampio consumo in età adolescenziale e che hanno contribuito ad arricchire il suo interesse per disegno ed arti figurative. Nel 1996 si trasferisce a Firenze, per iniziare gli studi alla facoltà di Architettura, ma continua a coltivare le sue passioni: fumetti, cinema, pittura, e soprattutto musica; suona la batteria in diversi progetti che si inseriscono nel panorama underground di band indipendenti fiorentine (oggi suona con i Miranda e disegna le copertine dei loro album). Nel 2007 espone per la prima volta all' interno della manifestazione "RITMI", kermesse di cinema su musica e arte, svoltasi al cinema auditorium Stensen. Nel 2008 si è tenuta la sua personale dal titolo “Pensavo ad altro”, presso i locali dell’ Ambasciata di Marte.
http://www.fromscratch.it/HOME.html
Simone Zaccagnini, giovane artista abruzzese, diplomatosi in pittura all’accademia di belle arti di Firenze e membro della crew hip-hop Canti in Asociale, realizza disegni e tele in tecnica mista. Nel suo lavoro interloquiscono la musica, le parole e la cultura del suo tempo e del suo territorio di origine, mediati da un gesto artistico antico ma tuttora esemplare, che da forma ai luoghi familiari, entrando in sinergia con il suo mondo e ricercando, in un ipotetico “larsen”, delle risposte esplicite a quella domanda che da sempre si pone e ripropone, suonando pressappoco così: “E delle mie radici esistenziali che ne faccio?
www.myspace.com/zcolcerchietto